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Capitale circolante? Da Credimi un servizio di check up

Il capitale circolante al microscopio. Credimi, piattaforma per l’anticipo di fatture online, lancia un nuovo servizio di check up gratuito sul capitale circolante: le imprese possono così verificare in pochi click il proprio stato di salute.

Il check up di Credimi

Alla base c’è un sistema di benchmarking del circolante che mette a confronto l’azienda con un campione di imprese simili per dimensione e settore. È possibile così verificare come si appare agli occhi esterni, come quelli di un’istituzione finanziaria, un potenziale fornitore o un compratore. Come funziona? Basta registrarsi sul portale di Credimi e accedere al servizio dedicato. Sono poi calcolati quattro parametri:

• il peso del capitale circolante sul totale attivo (debiti verso fornitori e crediti verso clienti);
• la sostenibilità del debito in relazione alla capacità di rimborso dell'azienda;
• un esempio del benchmarking;
• formule operative per l’ottimizzazione del circolante.

Il peso del capitale circolante

Il capitale circolante pesa sui bilanci di gran parte delle aziende italiane: circa 500 miliardi di euro sono immobilizzati in crediti commerciali e scorte, compensati solo in parte dai debiti commerciali. È un freno per gli investimenti in sviluppo delle imprese, soprattutto per quelle medio o piccole. Le risorse immobilizzate appesantiscono lo stato patrimoniale, aumentano i debiti finanziari e riducono la rotazione dell'attivo, il ritorno sul capitale investito e il ritorno sul capitale netto.

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