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L’allarme di Confesercenti: “In fumo 10 miliardi con la seconda ondata di Covid”

Diadmin

Nov 1, 2020

Il solo stop ad Halloween costerà 200 milioni di euro di spesa mancata. De Luise: «Stop anche alle procedure di fallimento».

Dopo un’estate che sembrava indirizzata verso la ripresa «la seconda ondata di coronavirus e le restrizioni varate per le imprese bruceranno altri quasi 10 miliardi di consumi». A calcolarlo è la presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise, commentando i diffusi da Istat sul Pil del terzo trimestre del 2020. «Abbiamo scritto al presidente del Consiglio e ai ministri Gualtieri e Patuanelli – dice – per chiedere l’avvio immediato di un tavolo di monitoraggio che permetta di valutare l’impatto di questa fase sulle imprese». Perché «l’effetto negativo non investe solo le imprese interessate dai provvedimenti di chiusura o limitazione delle attività sanciti dall’ultimo Dpcm. A soffrire la seconda ondata sono moltissimi comparti, dall’intermediazione al commercio, troppi dei quali rischiano di rimanere esclusi dai sostegni previsti dal Dl Ristori». Un tavolo di monitoraggio – secondo Confesercenti – è necessario anche per valutare le misure necessarie in vista di un nuovo lockdown.

Il solo stop ad Halloween costerà 200 milioni di euro di spesa (mancata) delle famiglie. Ristorazione a terra, soprattutto, ma dopo le 18 incassi in crollo in tutte le attività: perdite di 50 milioni al giorno per il commercio. «E’ necessario bloccare i fallimenti – suggerisce l’analisi della situazione, al di là del calcolo puramente economico – oppure la criminalità approfitterà delle difficoltà».

La seconda ondata del coronavirus che spaventa gli italiani e congela i consumi «brucia tra gli 8 e i 10 miliardi di euro di spesa delle famiglie nel quarto trimestre di quest’anno». Una settimana fa «stimavamo che le nuove restrizioni avrebbero comportato una riduzione dei consumi di 5,8 miliardi di euro. Ciò sotto l’ipotesi che le misure potessero essere rimosse già alla fine della prima settimana di novembre, senza dunque impatti sulle spese natalizie. La stima però deve ora essere rivista in senso pessimistico, sia alla luce della dinamica dei contagi italiani sia in considerazione dei provvedimenti adottati dagli altri Paesi europei e dall’Italia con l’ultimo Dpcm».

Le restrizioni, sottolinea Confesercenti, non colpiscono solo palestre, centri benessere, eventi, fiere, sagre, bar e ristoranti: l’impatto negativo è diffuso in tutte le attività. Inoltre la corsa dei contagi nei Paesi europei e la dimensione «continentale» che stanno assumendo le restrizioni amplifica l’impatto sulla fiducia delle famiglie e sulla loro propensione a spendere.

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