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Coldiretti: la bozza del Recovery Fund taglia la rivoluzione green

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Gen 8, 2021

Il presidente Prandini: “L’Italia rischia di essere l’unico Paese Ue a non valorizzare il proprio potenziale agricolo e alimentare che rappresenta un primato a livello europeo ed internazionale”.

“Con i tagli all’agroalimentare si ferma la decisa svolta verso la rivoluzione verde in atto nel Paese che rappresenta l’obiettivo degli stessi fondi comunitari”. È quanto denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Pradini nel sottolineare che la nuova versione del Recovery fund “azzoppa le possibilità di rilancio dell’Italia in controtendenza alla destinazione green dei fondi europei”. “Vengono tolte incomprensibilmente risorse per la crescita sostenibile, dalle filiere produttive alle foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, dagli invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua alla chimica verde e alle bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici. Chiediamo spiegazioni al governo sul cambio di strategia in un momento in cui proprio l’emergenza globale provocata dal coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza”, afferma Prandini, nel sottolineare che l’Italia può contare su una risorsa da primato mondiale ma deve investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali.

“L’Italia rischia così di essere l’unico Paese dell’Unione europea – sostiene Prandini – a non valorizzare nei progetti il proprio potenziale agricolo e alimentare che rappresenta una realtà di primato a livello europeo ed internazionale”. L’Italia può contare secondo la Coldiretti sull’agricoltura più green d’Europa, con 311 specialità a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 70mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale. “Una realtà che – ricorda Prandini – durante la pandemia non si è mai fermata e ha garantito l’approvvigionamento alimentare della popolazione non facendo mai mancare beni essenziali nonostante le molteplici criticità. Bisogna ripartire dai punti di forza dell’Italia con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può offrire con la rivoluzione verde un milione di preziosi posti di lavoro green nei prossimi dieci anni, come dimostra il boom del 14% di nascite di nuove imprese agricole under 35 negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto agli altri settori”.

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