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Carige, Malacalza ricorre contro la Bce: “Commissariamento illegittimo”

Diadmin

Nov 17, 2020

La holding della famiglia ex azionista di maggioranza impugna il provvedimento del gennaio 2019: “Misura sproporzionata”.

La famiglia Malacalza impugna il commissariamento di Banca Carige disposto dalla Bce il 19 gennaio del 2019. La telenovela dell’istituto di credito genovese più volte sull’orlo del default si arricchisce di una nuova clamorosa puntata. Il ricorso della holding Malacalza Investimenti che fa capo a Vittorio Malacalza e ai figli Davide e Mattia, già azionista di maggioranza dell’istituto, contro la decisione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea è stato depositato il 4 ottobre scorso. Alla base del ricorso, che riguarda sia la decisione di commissariamento che le successive proroghe, ci sarebbero precise violazioni di norme come quella del principio di proporzionalità, ovvero secondo gli imprenditori genovesi il commissariamento sarebbe stato una misura esagerata e non giustificata dalla situazione della banca.

Tra l’altro il ricorso presentato da Malacalza Investimenti non sarebbe l’unico sul tema e ci sarebbero altre azioni simili intentate da altri piccoli azionisti. La vecchia compagine sociale di Banca Carige è stata di fatto estromessa dal capitale dell’istituto a seguito sia del commissariamento e degli aumenti di capitale di seguito adottati. In questo quadro non appare irrilevante, secondo alcuni analisti, che tutti i soci non abbiano potuto conoscere per quasi due anni nel dettaglio le motivazioni dell’atto di commissariamento, rimasto “segreto” nonostante fosse uscito, ma solo in piccole parti, sui media. Su questo tema Malacalza Investimenti aveva poi avviato una battaglia – anche giudiziaria – con Bce per avere la conoscenza del testo che al momento, nell’ultimo passaggio, ha visto soccombere il regolatore alla Corte di Giustizia Europea.

Tornando all’impugnazione dell’atto di commissariamento, secondo i ricorrenti – si legge nell’atto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – si sarebbero verificate anche la violazione dell’obbligo di motivazione, la contraddittorietà del provvedimento, lo sviamento di potere, e l’assenza o in ogni caso carenza di motivazione della decisione con la conseguente violazione dei diritti degli azionisti. Proprio quest’ultimo passaggio sembra essere quello più spinoso, insieme al conflitto di interesse dei commissari, Modiano e Innocenti, già presidente e amministratore delegato di Carige.

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